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VINI
a cura di Angelo Di Costanzo e Raffaella Avallone

Le schede di degustazione che verranno presentate di volta in volta in questa rubrica rappresenteranno la sintesi di attente valutazioni effettuate in diversi momenti di assaggio,quali possono essere private degustazioni,incontri o visite in cantina,banchi di assaggio ufficiali,bevute tra amici;
mai,e ci tengo a precisarlo,saranno frutto di campionature ricevute dalle cantine,semplicemente perché ritengo fattore essenziale esprimere le mie (le nostre) impressioni libero da fraintendimenti.
A maggior ragione,seppur seguendo quale metro di giudizio il metodo di degustazione ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier durante gli assaggi non verranno indicate schede di valutazione tecniche e/o punteggi ma semplicemente impressioni generali ed indicazioni oggettive riferite alle aziende.
Il rispetto del mio (del nostro) lavoro passa prima attraverso il rispetto del lavoro degli altri.
La viticoltura identifica un’attività agricola di indiscussa rilevanza per l’economia dei Campi Flegrei sia in termini di diffusione territoriale che come incidenza sulla produzione lorda vendibile del settore agricolo;questo è un dato riconducibile ai fattori di natura ambientale e storica:i primi riferiti alle condizioni pedoclimatiche delle aree vocate del territorio flegreo che,pur nella loro estrema variabilità,favoriscono la coltivazione della vite e la produzione di vini di buon livello qualitativo;i secondi si ricollegano alla ultramillenaria tradizione viticola dell’intera regiona Campana.
Alcuni tra i fattori caratterizzanti di tutta la produzione viticola sono la tipicità e la specificità delle varietà autoctone coltivate nell’area,che dal 1994 si fregia del riconoscimento della denominazione di origine controllata Campi Flegrei;le varietà prescritte dalla doc sono quelle allevate qui da secoli,il Piedirosso e la Falanghina in primis che rappresentano in effetti l’espressione tipica del territorio,mentre sono ammessi in percentuali variabili altri vitigni quali la Biancolella e la coda di volpe per la produzione dei bianchi e l’Olivella e lo sciascinoso per i rossi,ma in effetti queste ultime sono poco diffuse,se non propagate per microvinificazioni sperimentali.
Tra le aree maggiormente vocate per la coltivazione della vite nei Campi Flegrei ci sono luoghi che racchiudono in sé anche un rilevante valore storico:volendo tracciare una mappa dei crus si partirebbe innanzitutto dal circondario del Lago D’Averno presso il litorale di Lucrino, incastonato in uno scenario verdeggiante e pieno di mistero dove la vigna si fregia di bellissimi reperti archeologici tra i quali il tempio di Nettuno; due passi più in là,la grotta della Sibilla attraversa un altro bellissimo lembo di terra coltivato a vite che va dai pendii scoscesi di Baia fino al Fusaro,fino ad arrivare lungo il litorale di Cuma che rappresenta assieme alla collina di Cigliano e degli Astroni una delle migliori vigne del territorio.

La denominazione Campi Flegrei doc,riconosciuta con decreto ministeriale il 3 ottobre del 1994 individua l’area di produzione nell’intero territorio dei comuni di Procida,Pozzuoli,Bacoli,Monte di Procida e Quarto e parte di quelli di Marano e Napoli,tutti in provincia di Napoli e prevede i seguenti vini:

Campi Flegrei bianco: falanghina 50-70%,biancolella e/o coda di volpe 10-30%;
eventualmente altri aut. dalla provincia ammessi max 30%.
Resa max per ettaro:120 q.li con alcol min. richiesto 10,5%.

Campi Flegrei rosso: piedirosso o per è palummo 50-70%,aglianico e/o sciascinoso (olivella) 10-30%;eventualmente ammessi altri max 30%.
Resa max per ettaro:100 q.li con alcol min. richiesto 11,5%.
Con le stesse caratteristiche è ammessa anche la produzione di novello da non immettere sul mercato non prima del 6 novembre dell’anno della vendemmia.

Campi Flegrei falanghina: falanghina min.90%
Resa max per ettaro 120 q.li con alcol min. richiesto 11%;
è consentita la produzione di falanghina spumante con alcol min. richiesto di 11,5%.


Campi Flegrei piedirosso o per è palummo: piedirosso min. 90% con una resa max per ettaro di 100 q.li ed alcol min. di 11,5%;
con un invecchiamento minimo di 24 mesi è ammessa la dicitura di riserva.
Ammessa la produzione con le stesse uve,il piedirosso o per è palummo passito dolce o passito secco.

Breve descrizione dei vitigni e dei vini
Il Piedirosso o Per é palummo è un vitigno a bacca rossa allevato in tutta l’area flegrea e rappresenta nella totalità il 12% dell’area vitata,ha origine antichissima e veniva già descritto da Plinio nella sua Naturalis Historiae e successive ampelografie lo accostavano a vitigni come il dolcetto piemontese o il refosco dal peduncolo rosso friulano,ma sicuramente le caratteristiche che questo nobile vitigno esprime nei campi Flegrei sono uniche se non rare.
E’ un vitigno che presenta delle caratteristiche aromatiche particolari,in quanto conferisce al vino,soprattutto dopo l’invecchiamento profumi finissimi di fiori rossi e frutta matura.In alcune aree di produzione viene associato in uvaggio con altre uve quale portatore di finezza ed eleganza.Una nota a margine,oltre alla etichetta Piedirosso dei Campi Flegrei,la doc prevede e disciplina anche la produzione di Campi Flegrei rosso da uve piedirosso ed altre per un massimo del 25% e del Novello ma sembra proprio che queste due ultime referenze non abbiamo mai trovato consensi tra i produttori locali.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca dei più diffusi ed apprezzati di tutto il territorio Campano,della provincia di Napoli in particolare.La prima citazione di questo vitigno è dell’Acerbi nel 1825 che lo annoverava tra i “finissimi fautori di piaceri sublimi della gola”,
mentre altri studiosi di ampelografia hanno scisso la Falanghina in due tipologie diverse per caratteristiche dissimili:quella “verace” tradizionalmente allevata nell’area flegrea e in provincia di caserta e Benevento e quella “mascolina” maggiormente diffusa nell’avellinese.
Nei Campi Flegrei viene tradizionalmente vinificato in purezza e rappresenta circa il novanta per cento di tutta l’area viticola nonché della produzione dei vini flegrei;
Generalmente dà vini bianchi giallo paglierini poco concentrati nel colore,di discreta consistenza con un bouquet floreale e fruttato molto ampio e fine,dal sapore asciutto molto piacevole nell’accostamento alla cucina di pesce flegrea.Negli ultimi anni alcune aziende stanno sperimentando un suo affinamento in barrique ed i risultati sono di tutto rispetto.Alcuni altri si sono cimentati nella spumantizzazione a giustificare la nobile ecletticitità di questo vitigno ma i risultati rimangono onesti ma non entusiasmanti.

Associazione enogastronomica “ CAMPI FLEGREI A TAVOLA “  Il cratere del gusto
Via Miliscola, 133 Pozzuoli(NA)
e-mail: info@campiflegreiatavola.it
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