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IL LOCALE DELLA SETTIMANA
20-03-2010 - Abraxas (Osteria)



Di Angelo Di Costanzo

 

Nando Salemme è un caro amico, un ragazzone che a guardarlo bene ogni giorno va assomigliando più ad un intellettuale rivoluzionario degli anni settanta piuttosto che ad un giovanotto mio coetaneo di questi tempi. Ci lega un legame d’amicizia sincero, appena possiamo ci cerchiamo, ci riuniamo, ci confrontiamo per dare sostegno alle idee, agli ideali, alle intuizioni.

 

Abbiamo iniziato i nostri progetti paralleli (che però spessissimo si sono incrociati) diversi anni orsono, io con Lilly a L’Arcante e lui con la moglie Vanna il Wine Bar, con gli anni divenuto una delle poche Osterie sul territorio meritevoli di questo nome e di più di una visita, un pò per seguire un sogno, un pò per liberarci dai quei freni inibitori che spesso hanno caratterizzato la ristorazione flegrea con personaggi “vecchi” ed atavici assertori dell’ovvio, spesso sconfortando il talento di molte delle giovani leve.

 

Veniamo al dunque, l’Abraxas e situato in un luogo da cartolina, incastonato nella collina che sovrasta il Lago fusaro da un lato, il lago d’Averno dall’altro, lungo la via Scalandrone spartiacque naturale tra i comuni di Pozzuoli e Bacoli. Il locale è completamente rivestito di pietre di tufo incastonate a mò di reticolatum con sovrapposizione di mattoni e capitelli stile romano; Le tre sale sono così disposte, una è al piano terra, piccola, calda, guarda a vista il banco dei formaggi e salumi e da una ampia finestra la cucina; Su per le scale c’è l’altra sala, con la fornitissima cantina a vista ed un piccolo dehor che in estate diviene un accogliente gazebo che si apre sul bellissimo giardino, curato (e con che fatica!!), ricco di fiori e piccoli ceppi di vite Falanghina sparsi qua e là che s’inerpicano su per il tetto.

 

La cucina è affidata nelle mani sapiente del giovane chef  Tommasino, (veramente in gamba) ma Nando è sempre lì a supervisionare, non ama interferire, ma le mani in pasta significano per lui tutto: le verdure, le carni, gli ortaggi, le conserve, le paste e molti altri prodotti sono tutti tracciabili e soprattutto hanno tutti una faccia, un nome e cognome, nulla qui è dato per scontato. Il menù non è ampissimo, ma la proposta è convincente ed adeguata al locale e poi l’intelligenza di non strafare gli stà concedendo tempo e modi di una crescita che negli ultimi dieci anni è stata concessa solo a pochi qui nei Campi Flegrei (non è assolutamente vero che la cucina flegrea è scontata, quasi sempre lo sono gli interpreti!), piccoli assaggi di una superlativa verza con salsicce e castagne, morbide crepes con fonduta di formaggio e crema di noci, la parmigiana di patate, il tortino con bieta e formaggio, la polenta con salsiccia e provolone del Monaco. I primi piatti sono ricchi, saporiti, presentati bene: fiocchetti di pasta fresca con zucca e noci, tortino di riso con carne e funghi, gnocchi con crema di cavoli e finocchio.

 

Ampia e curata la proposta dei secondi di carne, coniglio in porchetta, filetto di maiale con battuto alle erbe, entrecote di angus alla brace, poi ancora in carta la selezione di formaggi variamente assortita che non delude mai. Anche i dolci sono fatti in casa: abbiamo gustato un delicatissimo flan al cioccolato. Spesso si ospitano serate a tema con le varie associazioni presenti sul territorio, diverse con Slow Food ma anche con piccoli e grandi produttori di vino; Il conto non supera quasi mai i 35 euro vini esclusi.

 

Nota del 19 Marzo 2010: Ci sediamo alla tavola di Nando e Vanna di venerdì sera, è la mia prima festa del papà, sarà banale, ma un po’ ci tenevo a trascorrerla in perfetta armonia con la mia famiglia. Così è stato, proprio una bella serata.

Chiediamo, visto che siamo in quaresima, di evitarci portate con carni: si sussegono deliziosi assaggi di antipasti giocati su verdure ed ortaggi, freschissimi: stufati, alla parmigiana, millefoglie, poi la girella di pasta in salsa di noci e gorgonzola, codesta merita quantomeno il riassaggio. Scegliamo poi dalla carta un primo piatto dal profumo evocativo, Caserecce con friarielli e baccalà, sapori decisi ma ben equilibrati, aromaticità, grassezza e succulenza da baciare il palato, finale piacevolmente sapido, il Greco di Tufo 2007 di Peppino Di Prisco, devo dire, lo spalleggia alla grande.


Affoghiamo la tristezza di non poter convenire con il Maialino cotto lungamente a bassa temperatura nell’ampia selezione di formaggi, serviti con miele e confettura di mandarino: su tutti una stupenda Toma di Podolica ed un Maiorchino sapidissimo, ed un piacevolissimo (!) Taurasi ‘05 di Contrade di Taurasi. E poi? E poi la zeppola di S. Giuseppe, e sennò che festa del papà è!


DATA LOCALE
04-08-2014 Capo Blu
10-10-2012 Il Chiosco di Mazzella
15-02-2012 Asteco & Cielo
17-11-2011 Sud
10-08-2011 Vinaria
18-02-2011 Salumeria Guida
27-07-2010 Il Brontolone
06-05-2010 La Catagna
20-04-2010 La Cucina di Ruggiero
20-03-2010 Abraxas (Osteria)

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Associazione enogastronomica “ CAMPI FLEGREI A TAVOLA “  Il cratere del gusto
Via Miliscola, 133 Pozzuoli(NA)
e-mail: info@campiflegreiatavola.it
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