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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
27-11-2009 - Nuova Guida Vini di Slow Food: Franco Zi



Nuova Guida Vini di Slow Food: Franco Ziliani intervista Giancarlo Gariglio

 

Rilanciamo volentieri l'intervista che l'amico Franco Ziliani ha fatto a Giancarlo, che con Fabio Giavedoni curerà la nuova guida dei vini Slow Food. Non solo perché consente a me di risparmiare risposte alla valanga di domande di questi giorno dopo la mia adesione al progetto. Ma anche perché, credetemi, è bellissimo leggere in pubblico le stesse parole usate in privato. Un dono rarissimo da trovare in Italia, eppure la pre-condizione di ogni rapporto veramente serio.
L'intervista è pubblicata sul
sito dell'Ais Nazionale ed è anche un bell'esempio di come si fa giornalismo.

 

 

Sta facendo molto discutere e scatenando numerose curiosità l'annuncio che una potente e articolata associazione come Slow Food, dopo quest'anno sabbatico di riposo preso dopo il divorzio dal Gambero rosso, con il quale ha condiviso per oltre vent'anni la cura e la gestione della guida Vini d'Italia, tornerà il prossimo anno ad affacciarsi sul variegato e affollato mercato delle guide dei vini con una nuova guida, che dovrebbe essere totalmente diversa dalle guide come siamo abituati a conoscerle.
Ma come andare oltre all'impostazione tradizionale, fatta di schede, valutazioni espresse in punteggi numerici o simboli, di un baedeker enologico? E quali elementi innovativi introdurre?
Per saperlo, per avere un'anticipazione su quella che potrà essere la nuova guida vini di Slow Food, ho pensato di rivolgermi ad uno dei due futuri curatori, ad un personaggio, giovane, serio e preparato (e soprattutto alieno da primadonnismi) in forte ascesa nella galassia dell'associazione golosa di Bra, Giancarlo Gariglio (nella foto sotto ritratto insieme a Franco Biondi Santi e al presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese), che non solo è co-curatore insieme a Fabio Giavedoni della collaudata
Guida al vino quotidiano, e del nuovo portale Internet del vino Slowine, ma è anche segretario nazionale della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e coordinatore, attivamente impegnato in questi giorni, della grande manifestazione Vignerons d'Europe che, come ho già scritto in sede di presentazione, qui, che si svolgerà in Toscana dal 5 al dicembre, coinvolgendo (leggete qui) un migliaio di vignaioli provenienti da tutta Europa chiamati a discutere del loro futuro e di una vitivinicoltura, per dirla con Petrini, più "buona, pulita e giusta".
Ecco quello che Gariglio mi ha raccontato. f.z.

C'è molta attesa per questa nuova guida dei vini di Slow Food annunciata per il prossimo anno: in che cosa sarà diversa dalle normali guide come siamo abituati a conoscerle?

Per prima cosa riteniamo che la nuova Guida debba per prima cosa offrire al lettore tante informazioni sia sul produttore sia sul territorio e si soffermi un po' meno sull'inserimento di 1000 descrittori olfattivi e gustativi.

Quali saranno gli elementi che caratterizzeranno questa guida rispetto a quelle tradizionali?

La nostra volontà è quella di eliminare del tutto la presenza di punteggi e simboli che descrivano il vino. Non sostituiremo i 3 bicchieri al vino con le tre chiocciole tanto per intenderci. Un altro elemento fondamentale sarà quello di visitare tutte le cantine presenti in Guida. Ritengo che se chiediamo a un lettore di comprare e di spendere dei soldi per l'acquisto di una Guida allora bisogna dare un servizio unico, che nessuno può davvero dare. Slow Food ha a disposizione circa 200 collaboratori, che hanno la possibilità di offrire questo importantissimo servizio.
L'importante sarà formarli, ovvero abbiamo bisogno di fare un notevole salto di qualità anche nella visita in cantina. Non si tratterà né di una visita poliziesca e neppure quella di uno che va lì per bere due bottiglie e mangiare due fette di salame. La visita sarà un momento fondamentale che avrà conseguenze fondamentali sulla nuova guida.

Quali pensi che siano le aspettative degli appassionati nei confronti di una nuova guida, cosa pensano di trovare in questa guida che non trovano nelle altre?

Percepisco molto interesse nei nostri confronti. Una bella responsabilità devo dire. Spero che saremo all'altezza della situazione e che dimostreremo un po' a tutti che in definitiva il futuro delle Guide non è così fosco. L'unica possibilità è di rilanciare verso l'alto e di fornire un servizio di approfondimento che nessun mezzo Internet potrà fare se realizzato da poche persone. Conterà tanto la nostra rete associativa.

Cosa non si troverà sicuramente nella nuova guida rispetto alle tradizionali guide?

Come detto in precedenza non ci saranno bicchieri, grappoli, bottiglie ecc... Non ci saranno neppure tanti descrittori olfattivi e gustativi. E non ci sarà neppure una griglia di vini sotto il testo. Daremo valutazioni molto precise alle aziende anche in base al contesto in cui operano. Operare in contesti difficili dal punto di vista agronomico deve essere chiarito e descritto con cura. L'Italia non è tutta uguale e non può essere giudicata con un unico parametro organolettico.

Quale idea del vino italiano, quale rappresentazione della produzione vinicola italiana intende dare la nuova guida dei vini di Slow Food?

La nuova Guida non intende essere elitaria e riprodurre esclusivamente la realtà dei vini biologici e biodinamici, come qualcuno ha ipotizzato che faremo. Riteniamo che di fronte si abbia un obiettivo ben più ambizioso, ovvero quello di accompagnare la crescita del futuro movimento di un agricoltura più pulita e di un'enologia meno invasiva. Come 20 anni fa Vini d'Italia aveva indicato un ideale così vorremmo che la nuova Guida possa fare altrettanto. Per questo cercheremmo di mettere in luce i fattori positivi di ogni cantina in questo campo.
 
Per oltre vent'anni Slow Food ha collaborato con il Gambero rosso all'elaborazione e alla realizzazione di quella che viene ancora da molti considerata come la più importante e influente guida dei vini italiana. Una guida che ha proposto un proprio criterio di qualità basato sui "tre bicchieri". In quale senso secondo te occorre andare oltre e superare il sistema dei "tre bicchieri"?

Come detto in precedenza il sistema dei 3 bicchieri ha avuto un'importanza centrale nella crescita della qualità, il rischio si è avvertito che tutto girasse solo intorno ai bicchieri e ci dimenticassimo quello che in realtà c'è fuori dal bicchiere. Le famose cuvèe per la Guida e distorsioni simili. Per questo vorremmo che l'attenzione sia posta sui vini, ma che grande importanza sia data anche al giudizio alla cantina.

Nella nuova guida ci saranno le tradizionali schede aziendali e come saranno proposti ed eventualmente giudicati i vini dell'azienda?

Avremo schede aziendali e i vini delle aziende saranno descritti in modo molto semplice puntando più su termini comprensibili come acido, potente, muscoloso, profondo, persistente, elegante e non sui famosi profumi di cavallo in corsa. I vini più interessanti saranno sottolineati in modo particolare. Ma non voglio svelare troppo perchè altrimenti si rovina la sorpresa.

Quali pensi debbano essere i temi innovativi da inserire nell'ambito di un discorso innovativo sul vino proposto dalla guida? 

Penso a temi quali la qualità del lavoro in vigna ed in cantina, l'attenzione ai temi del naturale e del rispetto dell'ambiente mostrata dalle varie aziende nel loro operare, il rapporto con la tradizione del fare vino nelle zone di rispettiva competenza.
Stiamo lavorando con un gruppo di tecnici (enologi e agronomi, oltre ai produttori) che ci possano indicare quello che realmente fa la differenza in una produzione viticola. Ovvero quello che si deve chiedere a un produttore per capire se la sua agricoltura è più o meno sostenibile, così come le lavorazioni in cantina. Ci sarà un giudizio particolare alla cantina che tenterà di condensare tutto quanto riguarda il suo approccio filosofico alla produzione.

Alla luce del motto "buono pulito e giusto" lanciato dal vostro leader Carlo Petrini il tema dei vini naturali, bio-sostenibili, espressione diretta della verità della vigna, non arrangiati in cantina e non frutto di filosofie "interventiste", dovrebbe essere il tema centrale della guida. Come si conciliano però questi elementi culturali e "filosofici" con la qualità percepita e che il consumatore coglie nel bicchiere?

La naturalità di un vino non può nascondere i suoi difetti. Mi spiego meglio: non possiamo parlare di buono, pulito e giusto e dimenticare il primo termine. Siamo convinti che i tre aggettivi abbiano pari dignità, altrimenti saremmo esclusivamente degli ambientalisti e non certo degli appassionati di vino. Per cui un vino potrà essere ridotto, ma non avere una voltatile pazzesca. Se sarà così sarà chiaramente indicato in Guida.

Come opererà la squadra che degusterà, valuterà i vini, sceglierà le aziende da inserire in guida e che poi andrà a raccontare, azienda per azienda, traducendo il lavoro di visita, degustazione, analisi, in racconto?

Il nostro lavoro non si concentrerà tutto nei mesi estivi come accadeva in passato. Il 15 febbraio inizieremo a visitare le cantine. Dopo questa fase raccoglieremo i campioni selezionati dai nostri visitatori. Li assaggeremo prima alla cieca e poi li scopriremo per un secondo assaggio non bendato per capire se le impressioni della persona che li aveva selezionati si riconfermano o meno durante la degustazione.
Alla fine se le impressioni del visitatore, del degustatore alla cieca e di quella scoperta saranno molto simili allora vuol dire che il vino in questione è davvero un vino molto interessante. Per la traduzione in racconto vogliamo dare diverse chiavi di lettura, affinché chi scrive abbia a disposizione un certo numero di argomenti che tutte le schede dovranno comunque affrontare.

Da chi sarà formata la squadra che collaborerà alla realizzazione di questo progetto?

Da tutti quanti vorranno far parte di questo progetto importante. I capofila della questione per il momento siamo Fabio Giavedoni e il sottoscritto, poi abbiamo dei valenti giovani in redazione alcuni dei quali si sono formati anche sui banchi dell'Università di scienze gastronomiche di Pollenzo.
Abbiamo salutato con grande felicità la
scelta di Luciano Pignataro di iniziare una collaborazione con noi e attendiamo anche altri ingressi eccellenti nella nostra squadra. Poi abbiamo i nostri storici collaboratori che hanno deciso di rimanere a disposizione di Slow Food. Infine, pare che questo progetto abbia scatenato l'interesse anche di molto che fino ad ora erano rimasti un pochino alla finestra e non avevano ancora deciso di iniziare un percorso nel mondo del vino. Il tutto supportato da uno strumento fondamentale e su cui solo Slow Food può contare che è la nostra casa editrice.
Alla fine saremmo 200 e 300 persone in tutto, nessuna prima donna, perchè riteniamo che Gigi Piumatti in questo ci abbia insegnato molto. Parliamo di vino in fondo, nessuno si sta battendo per la pace in Medio Oriente, per cui umiltà, spirito di squadra e tanta, tanta voglia di divertirci con il vino, che è il nostro grande amore.

Intervista a cura di
Franco Ziliani

 

 Da www.lucianopignataro.it


DATA TITOLO
15-08-2011 MALAZE' 2011
05-08-2011 LA PIZZA SU APPLE STORE
03-08-2011 I BIANCHI DELL'ESTATE
02-08-2011 Vinalia
01-07-2011 Estate nei Campi Flegrei
18-06-2011 Slow Food Day
31-05-2011 ANTEPRIMA MALAZE 2011
30-05-2011 ANTEPRIMA MALAZE' 2011
29-05-2011 Cantine Aperte in Campania 2011
20-05-2011 CANTINE APERTE 2011

 

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