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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
27-02-2008 - PENSIERI...DiVINO



Il nuovo che avanza sotto il segno del passato. 

 

di Angelo Di Costanzo.

 

Ci sono delle regole di vita che si rincorrono nel tempo senza mai esserne segnate da esso, inattaccabili, vere sempre.

 

Una di queste regole di vita ci consiglia (a volte, ci impone) di guardare al passato con grande ammirazione per chi lo ha vissuto e magari ne ha firmato la storia, e questo vale un po? per tutti gli spaccati che vai a toccare, siano essi di vita quotidiana, di eventi straordinari o di imprese memorabili.?

 

Questa breve premessa seppur lontana dal trattare di vigne, bottiglie e cantine mi serve per introdurre una riflessione alla quale mi piacerebbe far seguire tante altre da parte di chi legge queste righe e va a toccare profondamente le assurde iniziative che portano alcune realt? vitivinicole ad arrogarsi storia e tradizione ai soli fini commerciali; Non sono nuove ogni anno la nascita di intraprendenti realt? aziendali e non sono nuovo a ritrovarmi tra le mani listini e brochures che mi raccontano di continui microproduttori che con  microaziende (e microproduzioni)  vendono i loro microvini come un grande risultato di enologia pretendendo cifre blu basandosi sul concetto uguale per tutti ??della grandissima tradizione vitivinicola campana che trova le sue origini lontane nel tempo dove l?aglianico ( come il fiano o il greco ecc?) viene esaltato gi? dai trattati di Columella e Plinio??.

Adesso basta! Proprio non se ne pu? pi?!

Il nostro passato, il nostro valore culturale, la nostra identit? non possono essere continuamente abusati e maledettamente sventrati da microindividui che ci bombardano con la storia di una propria terra, di antiche radici di vini che non rispecchiano nulla se non che nemmeno ti ricordi cosa hai bevuto. Smettiamola!

Demagogia, dietrologia, parole ed usi che invadono sempre di pi? anche il mondo del vino, e mentre gli appassionati, i sommeliers, i venditori avveduti, i consumatori consapevoli imparano ed esigono, questi continuano a limitarsi a comunicare l?ovvio, a pensare che continui a bastare scrivere su di una etichetta falanghina piuttosto che fiano o coda di volpe e metterci sopra una bella raffigurazione di un?otre greca, o un rosone con stampa in oro per fare ?il vino?.

Ebbene, vorrei comunicare a costoro che qualcosa nel frattempo ? cambiato, si ha bisogno anche di altro; chiamiamole pure nuove grandi verit?.

Abbiamo bisogno sempre di pi? di andare a vedere le cantine, i vigneti, di conoscere se vi sono, i vignaioli, di sapere dove si acquistano le uve per le produzioni fuori area, di come questi vigneti sono tenuti, vogliamo che ci facciano vedere la cantina di vinificazione, se fanno il vino invecchiato la bottaia o la barriccaia, la verit?, se esiste.

Pi? che di sapere se le uve sono state citate da Plinio o da Columella ci interessa sapere quali sono oggi le loro caratteristiche ampelografiche, accertate da anni di adattamento e spesso modificate dal clima che cambia, come queste sono allevate e se sono ?trattate? con cosa, chi si occupa di loro in vigna e come sono vinificate ed imbottigliate, insomma vogliamo persone, nomi, numeri per giustificare o non perdonare, per assolvere o condannare.  

Vorremmo poi poter parlare con chi produce il fiano o il greco cos? diverso dall?altro produttore e capire quanta vigna e quanta cantina c?? in questa diversit?.

Infine, vorremmo poter parlare di tutte queste cose con tutti, senza distinzioni tra produttori e PRODUTTORI e soprattutto senza dover aver paura di avere chiesto troppo, ci piacerebbe avere risposte a tutto o in parte purch? vere.

Se risposte non ve ne sono, allora lasciateci stare che ce le cerchiamo da noi?

 


DATA TITOLO
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20-04-2012 "Il Sole nel Piatto"
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15-03-2012 EAT PARADE NEI CAMPI FLEGREI
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