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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
03-03-2008 - Speculwine



Speculwine

Da qualsiasi posizione si cerchi di guardare Foglianise ed i paesi limitrofi, dovunque si cerchi un panorama della zona da immortalare, non si pu? fare a meno di osservare che la valle ? caratterizzata da terre coltivate e, cosa ancor pi? importante, che queste terre producono alcuni dei vini, considerati tra i migliori dell?area centro-meridionale. Verrebbe da pensare che la viticoltura rivesta un ruolo importante nell?economia del paese. Purtroppo non ? cos?. O almeno non ? cos? da un po? di tempo a questa parte.

Cominciamo con un po? di storia. Il primo crollo del prezzo dell?uva del vino ? avvenuto nell?annata 2002, a livello nazionale, con un calo, circa del 30%, che in realt? non ? stato avvertito dovunque. Successivamente, la situazione si ? stabilizzata fino al 2005, quando, forse esclusivamente nelle nostre zone, abbiamo assistito ad una diminuzione ulteriore del 50%, che ha portato il consiglio provinciale ad un ?intervento in favore dei produttori vinicoli?.

Concretamente, fino al 2001, cio? nel periodo lira, i prezzi oscillavano tra le 1000 ? 1500 ? 1700 ?/kg. Occorre notare che qualche ?grande? economista ha attribuito il calo del prezzo dell?uva del 2002 alla distruzione delle torri gemelle, aggiungendo che ha certamente avuto un effetto negativo il passaggio lira ? euro. Forse questo ?grande? economista si sar? concesso qualche bicchiere di troppo.

Fino al 2004 i prezzi si sono mantenuti sui 40 ? 80 centesimi e cio? su valori che, pur essendo bassi, consentivano pur sempre di ricavarci qualcosa. Nel 2005, il crollo a 15 ? 60 centesimi ha fatto vedere cose fino a qualche anno prima impensabili: l?uva era in qualche caso, bench? raro ma pur sempre significativo, lasciata marcire sulle viti, perch? non era conveniente vendemmiare.

? bene ricordare che i prezzi sono riferiti ad uve coltivate con il metodo a spalliera, che privilegia la qualit? del prodotto a discapito della quantit?. Tale metodo, ad un certo punto, non ? stato pi? premiato dai prezzi, in quanto i prodotti coltivati a spalliera e quelli col metodo tradizionale sono stati valutati senza alcuna distinzione. Se consideriamo che, paradossalmente, il mercato del vino ? in rapida ascesa ed una bottiglia di aglianico ? mediamente venduta a 5 euro, allora viene da pensare: ma in tutto ci? chi ci guadagna?

Non ? certo difficile rispondere. A guadagnarci sono gli intermediari e le cantine, che hanno aumentato le loro vendite del 30% negli ultimi anni ed hanno risparmiato qualcosa come il 60% sull?acquisto del vino; in poche parole si arricchiscono alle spalle dei viticoltori, pur dovendo affrontare una concorrenza crescente, proprio perch? attratta da questa situazione.

Ma chi decide, allora, il prezzo dell?uva? Sarebbe interessante trovare una risposta a questa domanda, ma sembra quasi che il prezzo dell?uva si decida da solo. Probabilmente sono le cantine principali che lo fissano dando il ?la? alla speculazione. Questa situazione sta danneggiando una grossa fetta della popolazione. Una possibile soluzione sarebbe quella di concordare il prezzo, durante una riunione tra produttori e cantine, con la supervisione del sindaco e dei presidenti provinciali di Cia e Coldiretti. Sar? possibile mettere insieme tante voci?

Fonte:www.sannioweek.it

Alla redazione di sannioweek  vogliamo far giungere il nostro pi? sincero in bocca al lupo per la nascita di questo nuovo settimanale dedicato ad un territorio ricco di valenze enogastronomiche e non solo. BUON LAVORO!  

 

 

 


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