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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
01-02-2010 - MASSERIA FELICIA



Una giornata (bagnata) a Masseria Felicia: scoprire e capire il vino con gli Amici di Bevute

 

diAngelo Di Costanzo

 

Niente e nessuno ci fermerà! non siamo certo dei sovversivi ma amiamo talmente tanto camminare le vigne che questo è il solo motto che conosciamo per non perderci davanti ad una giornata cupa e grigia e piovosa come non mai nelle ultime settimane. Ci stava aspettando!

 

Ci riuniamo di prima mattina, qualcuno ci raggiungerà strada facendo, direzione Sessa Aurunca alla scoperta della piccola e deliziosa azienda della famiglia Brini, Masseria Felicia, ai piedi del versante nord del monte Massico, quello, per intenderci, che guarda verso la provincia di Latina. Il cammino è un po’ a rilento, la pioggia, in certi tratti particolarmente incessante non ci aiuta a rimanere a vista, così qualcuno, più o meno inconsciamente arriva sino a Caianello prima di accorgersi di aver superato l’uscita autostradale di Capua da almeno 15 chilometri: e vabbuò, so cose che capitano.

 

Ci accoglie, sotto la pioggia, Maria Felicia e ci accompagna subito al tepore del camino acceso nel salotto di casa. Invadiamo, ma solo per qualche minuto lo spazio giochi della piccola Alice, che ci osserva con occhi vispi mentre tra una tirata di orecchie al dinosauro ed un bacio all’orsacchiotto del cuore aiuta la nonna Giuseppina a preparare la tavola per la ricca colazione che ci attende alla fine della visita in cantina, non prima però di una scarpinata tra le vigne. Sotto la pioggia, naturalmente.

 

Ci raggiungono frattanto il papà di Maria Felicia, Sandro e l’enologo Vincenzo Mercurio che ci teneva particolarmente ad essere presente per darci ampia descrizione del particolare lavoro progettuale condotto qui a Terenzano con l’agianico ed il piedirosso dell’azienda della famiglia Brini. “Sono vini sorprendenti, l’aglianico qui acquisisce una forza capace di farlo sopravvivere per una intera generazione, e senza intervento alcuno in cantina se non quello di preservazione delle sue peculiarità”. 

 

Sandro Brini ci racconta dell’inizio, di quando, siamo nei primi anni novanta, con la moglie decisero di dare il via alla ristrutturazione del casale che oggi ospita la loro casa, la cantina e sotto la quale fu ritrovato un antico cellaio dove oggi riposano le vecchie annate destinate alla memoria liquida del falerno di Masseria Felicia.

“Anni entusiasmanti, a tratti vissuti da incoscienti, ma il richiamo della propria terra, della propria storia, delle proprie radici diveniva ogni giorno sempre più forte.

Così come forte è il legame che traspare dall’assaggio dei vini e la terra che interpretano, tra il Falerno Ariapetrina 2004 straordinariamente succoso di frutto e l’Etichetta Bronzo 2006, il cru di casa, duro e puro come le mani intrise di terra e calli di papà Sandro e la stessa Felicia, che mai si è sottratta alle fatiche della campagna. Un legame solidissimo come la longevità del Falerno ‘99 regalatoci in degustazione prima del saluto, la prima annata, il principio di tutto,  mai commercializzata, eccezionalmente austero e destinato ancora a lunga vita.

 

Assaggiamo, grazie al nulla osta del buon Mercurio, anche il Rosato di aglianico 2009 di prossima uscita del quale parlerò a breve, anch’esso fuori dagli schemi, tenue sì, ma dal carattere inconfondibile, lo stesso che appare delinerare costantemente il profilo dei vini di Masseria Felicia, vivacità e freschezza sui generis per vini non obbligati a concedersi immediatamente, ma sinceri e schietti come l’aria che tira alle pendici del monte Massico da questa parte del versante. Ci spostiamo in salotto, il focolare ci attende, scambiamo quattro chiacchiere, distintive come sempre, con Vincenzo, poi mamma Giuseppina ci guida nella degustazione degli oli extravergini, prodotti esclusivamente dagli olivi della masseria e franti per gentile concessione dalla rinomata Badevisco proprio qui a Sessa Aurunca, garanzia di qualità superiore: uno è composto da diverse cultivar, leccino e sessana su tutte,  l’altro invece è in purezza da varietà Itrana, quest’ultimo davvero buono, superlativo per fragranza ed equilibrio.

 

Fuori la pioggia continua a battere incessantemente, il vento pare rifuggire  i filari spogli che s’intravedono dalle grandi vetrate, dentro c’è solo il calore, c’è n’è ormai abbastanza da rimanerne succubi, le buone cose messe in tavola ci hanno dato il giusto sostegno morale e supporto, per così dire tecnico, ai deliziosi nettari bevuti. Grazie di cuore alla famiglia Brini, per averci regalato questa bellissima mattinata e lasciatoci immaginare come eravamo per continuare a sognare come dovremmo essere.


Otto anni fa quando Angelo incominciò a proporre il suo “amici di bevute”, sembrava un extraterrestre, così come i suoi convivium,questo vero e proprio format,made in L’Arcante, e  ripreso da molti, ha formato numerosi appassionati e addetti ai lavori.

Ritengo che con questi incontri e visite in cantina, si può tranquillamente affermare, che se qualche bottiglia in più di vino di qualità oggi si consuma, un po’ del merito va anche riconosciuto alla sua grande professionalità.

Numerose sono state le visite e gli incontri, organizzati da Angelo, ai quali ho partecipato, ed ogni volta il mio arricchimento professionale ed umano, ne è uscito sempre migliorato.

Riuscire, con una giornata da lupi, a coinvolgere una quindicina di pazzi appassionati a seguirlo è certamente una qualità non comune, ma il bello di tutto ciò è la sua capacità di fondere in un unicum, le varie anime presenti in queste giornate, quella produttiva e quella dei curiosi del vino, sempre molto attento a soddisfare le curiosità di ognuno.

Anche la scelta delle azienda non è casuale, sempre aziende che hanno qualche cosa da raccontare, non con il classico compitino, ma espressioni reali di territorio, ed è il caso, appunto, dell’azienda Masseria Felicia, di cui Angelo tratta in questo post.(r.m.)

 

Sede a Sessa Aurunca, Loc. San Terenzano. Tel.e Fax 0823 935095 .info@masseriafelicia.it – www.masseriafelicia.it - Enologo: Vincenzo Mercurio. Ettari: 6 di proprietà. Bottiglie prodotte: 25.000. Vitigni: aglianico, piedirosso e falanghina.

 

Da larcante.wordpress.com


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