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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
20-10-2009 - COMVEGNO ARGA CAMPANIA



Il pranzo domenicale da Rosanna Marziale a Caiazzo: oltre 80 presenze alla prima uscita ufficiale dell'associazione in collaborazione con Assostampa Caserta

 

Una giornata uggiosa, con una pioggia sottile e fastidiosa e appena un po’ d’umido che fa di tutto per non farti lasciare le calde lenzuola con piumone annesso, attendendo con fiducia l’ora della partita della tua amata squadra di calcio, difficilmente riuscirebbe a cambiarti il programma se non sapessi che altri amici, poco meno di un centinaio, allertati già da due settimane con modernissime email proprio da te e Michele De Simone, ancorchè oppressi dagli stessi interrogativi tuoi, non si fossero già messi in viaggio dal Cilento e Capri, e dalle province di Salerno, Benevento e Napoli per convergere nella Piana di Caiazzo, nel casertano, e raggiungere una mai vista prima Casa in Campagna San Bartolomeo. E di motivi per essere preoccupato ne avevo per le telefonate affannose e preoccupate ricevute da alcuni che hanno dato forfait all'ultimo momento.

Per loro Michele aveva cambiato pulmino, lo aveva preso più grande. E allora pazienza, ho preso il bus del bravo Salvatore, che ha aperto le porte puntuale, oltre che a me e Rosy, anche ad Angela Calabrese, Giovanni Cosmo e Mario Carillo con mogli al seguito, e ci siamo diretti verso il caiatino in una domenica che ha mostrato una Napoli bellissima, nonostante il cielo grigio e qualche goccia, senza traffico e senza persone.. La meta? Preferisco riscrivere (facendolo precedere da un trattino) quanto è stato scritto su un depliant che i fratelli Loreto e Rosanna Marziale hanno distribuito agli ospiti.  

-         La tenuta San Bartolomeo, che si estende per circa 40.000 metri quadri alle pendici dell'antica colonia romana di Caiazzo, nell'incantevole vallata di Cesarano, in provincia di Caserta  

Nessun cartello se non quello posto sul portone d’accesso ci ha indirizzati là. Ma va detto che il buon Michele aveva mandato per email una specifica mappa. L’ingresso è sorvegliato da due persone che controllano i nomi e poi via libera nel parco che si preannuncia grande e misterioso. 

      

Ed è così. Nell’ampio spiazzo che ci accoglie troviamo Michel De Simone con Sandro Tacinelli, e poi via via Geppina Landolfo e famiglia, Pasquale Carlo e moglie, Mario Pepe, Maristella Di Martino, Antonella Monaco e famiglia, Laura Gambacorta, Nando Cirella e Ottavio Lucarelli e tanti altri. E ancora Giulia Cannada che nonostante ha estratto un molre è venuta accompagnata dal premuroso marito, e Laura Gambacorta. Tutti insieme accompagnati dalla signorina Maria, facciamo un giro a piedi per la tenuta.  

 

La passeggiata è molto piacevole e ti ritrovi in un posto popolato da cormorani, folaghe, avvoltoi, anatre, fenicotteri rosa, pastori maremmani e tanti volatili rinchiusi in ampie voliere ed a proprio agio. Nessuno degli animali da me citati s’è allontanato di un centimetro al nostro arrivo. Abituati all’uomo e alle sue cortesie. Ampie pozze d’acqua, piccoli laghetti posti qua e la nel parco, davano l’idea del luogo ideale in terra, di un paradiso, almeno per gli animali. 

La pioggia è sempre presente, ma non da fastidio, tuttavia ci avviamo verso il fabbricato, al coperto, per svolgere il nostro convegno.

Una sala dove si svolgono cerimonie varie, come matrimoni e ricorrenze varie, ma anche conferenze e convegni. E così diamo inizio al nostro, dopo aver accolto Luciano Pignataro e Monica Piscitelli, buon ultimi perché provenienti da un altro convegno a Capri e Peppe Iannicelli e famiglia sperduti nei boschi circostanti.

 

IL TEMA

 

La comunicazione in agricoltura è sempre qualcosa di nuovo e di stimolante oltre che necessaria ed indispensabile. Lo hanno affermato in vario modo i giornalisti agricoli e ambientalisti dell’Arga che con l’Assostampa casertana hanno voluto questo momento di analisi e di confronto tra due territori quello napoletano, che di terreni agricoli e per varie ragioni ne ha sempre meno, e quello casertano che invece ne è ancora più che provvisto. Non solo, ma di questi territori hanno parlato di eccellenze sia nel campo vitivinicolo che dell’agroalimentare. Ovviamente, con riferimenti anche e soprattutto all’importanza di una attenta e qualificata comunicazione per promuovere e valorizzare le eccellenze del territorio, a cominciare dall’olio, dal vino e dalla inimitabile mozzarella di bufala.

L’incontro  è stato aperto dai saluti del presidente dell’Arga Geppina Landolfo,che ha ricordato la scomparsa del papà Francesco avvenuta tre anni fa, il 19 ottobre, riassumendo il percorso avviato dallo scomparso presidente per una associazione che fosse incisiva e presente nei temi agricoli ed ambientalisti che riguardano molto da vicino la nostra regione. Geppina, visibilmente commossa al ricordo, ha consegnato le tessere a tre nuovi soci, Tacinelli, Carillo e Talamo, ribadendo che l’Arga continuerà percorrere la strada indicata dal padre Francesco.

Il sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, ha tracciato il programma che sta affrontando coi consiglieri e le istituzioni interessate per dare al caiatino uno sviluppo non solo agricolo ma olivicolo, tant’è che Caiazzo è nota come la terra dell’olio, ma grazie a questo pensare anche a forme di turismo culturale vista la presenza di tante realtà del passato. Il presidente di Agrisviluppo Giuseppe Falco, ha evidenziato come sia ancora possibile pensare ad uno sviluppo agrituristico in Terra di Lavoro. A patto che si valorizzino bene le eccellenze del territorio. Parlando del vino ha ricordato del fossile di vite trovato nel Massico rende il Falerno unico e prezioso per il rilancio di immagine che si vuole non solo legato al consumo del prezioso ed antico vino ma anche alla godibilità di quello che offre il territorio.

Ma ha tracciato anche un programma che riguarda tutto il casertano e che di volta in volta presenterà alla stampa. Il presidente dell’Assostampa Caserta, Michele De Simone, oltre a ringraziare gli ospiti della loro venuta (dal casertano erano almeno in 50 tra produttori e giornalisti) ha condiviso i punti di vista già espressi dai relatori, ribadendo che nella comunicazione, quella che impegna i giornalisti nel diuturno scambio di informazioni coi cittadini, è il futuro delle sorti del casertano come di ogni altra comunità.

Ottavio Lucarelli, presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania, ha messo in rilievo il compito non sempre facile dei giornalisti che spesso, anche quando possono rendere un servizio ai lettori e quindi avere accesso alle fonti nelle istituzioni pubbliche per poter meglio riferire sulle problematiche agricole, non sempre riescono a farlo con facilità.

In tal senso è impegnata la compagine dei giornalisti casertani affiancando tutte le iniziative che vanno nella direzione della conoscenza delle tante realtà imprenditoriali locali. A Luciano Pignataro, nostro vice presidente, il compito di tirare le somme. Lui si è deliziato a cambiare il menù proposto dai fratelli Marziale con bevande e vivande appartenenti ad altre epoche e zone produttrici, sicchè ne è venuta fuori un misto di modernità che ben si adattava alle esperienze della chef Rosanna Marziale. Una dimostrazione-ragionamento dal sapore di messaggio: credere in ciò che si fa e sperare che gli altri ne vengano coinvolti. Un gioco che riesce solo ai maghi delle ricette. E Rosanna Marziale su questa strada c’è da tempo. I giornalisti sono venuti a verificare… Io, che non sono intervenuto, una cosa che volevo sentire non l’ho ascoltata. Mi piace il Pallagrello. Compro questo vino da quando Manuela Piancastelli me ne fece dono. Non l’ho più lasciato. Ma possibile che entrando nel territorio dove si coltiva bisogna ancora cercare un cartello che dica: Benvenuti, siete nelle terra del Pallagrello, e magari una bella tabella gigante con su i nomi delle aziende vitivinicole, ristoranti, agriturismi, ecc.? Anche questa è comunicazione.

 

IL PRANZO

 

La cucina di Rosanna Marziale è buona e bella. Bella da vedere e buona da mangiare. Io sono uno che gira abbastanza e difficilmente mi fido. Salvo a ricredermi, ma qua non è stato il caso. Avevo già sostato al ristorante che i due fratelli hanno di fronte alla reggia borbonica. Ma nemmeno sapevo che si trattasse di loro due. Quindi pranzo al buio? Nemmeno per sogno. Il menù parla una lingua di famiglia: minestra maritata, pettole…Lo riporto perché solo a rileggerlo mi ritorna l’appetito e il desiderio di andarci in gruppo con amici di cordata e di pancia è già forte…

Antipasti: Perline di mozzarella – Chenelle di ricotta – Crostatine pomodoro e ricotta – Sfogliatelle a riccia alle verdure – Trance di Quiques alla verdure. Primi: Minestra maritata con crostino di pane all’extravergine – Pettola di Farina e acqua, pomodorini e ortaggi. Secondo: Stracotto di bufalo al Pallagrello nero con purea di patate, friarielli saltati. Chiusura con brividi invernali che stanno per dolcetti di una leggerezza e squisitezza indicibile.  

I VINI Asprinio d’Aversa – Falanghina brut. – Riccio bianco Igt 2008, e Riccio Nero Igt 2006 delle Terre del Volturno, Azienda Aleppo. Passito Eleusi Azienda Villa Matilde Angolo Bar con caffè e Liquori e Piccola pasticceria Specialità “Le Colonne”.  

 

CONCLUSIONI

A caval donato, si dice spesso, non si guarda in bocca. Questo il detto, ma noi abbiamo provato a guardare cosa potesse non andare in questa tenuta, nella casa di campagna, nel pranzo offerto, nelle pietanze, nei vini e nel servizio.  E’ del giornalista la capacità di esporre i fatti e di critica: abbiamo perso. Ma ci ritorneremo per riprovarci…

 da www.lucianopignataro.it


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