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OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
28-01-2009 - Piccoli Vignaioli Veri



Piccoli Vignaioli Veri: Sandro Lonardo

Di Mimmo Sciutteri (*)

 

Meravigliose storie d’incontri

Perché ho selezionato, Perché ho accettato.

1.      I vignaioli devono essere umani.

2.      Devono essere coscienziosi e bravi a lavorare la vigna

3.      Devono essere aperti alle critiche costruttive.

4.      Devono essere dinamici e puntuali.

5.      Devono saper ascoltare il loro uomo che in lungo in largo, porta la loro parola, le loro fatica, le loro speranze, e valorizzarlo quanto un giornalista, se non di Più.

6.      Devono creare vini sani, ed ottimi.

7.      Devono volermi bene, anche se non è più di moda.

 

  Questo ricevo e questo do, ai miei clienti.

 In un rapporto di reciproca stima e fiducia. Se ciò venisse meno,sarò il primo a garantire il consumatore, interrompendo il rapporto.

Anno 2001: Vado al salone del Vino di Torino, mi dico che de per ogni fiera trovo un’ottima azienda posso dirmi fortunato: Anche se in cuor mio spero sempre un po’ di più.

 Ci sono ancora poche persone, (a me piace arrivare presto per lavorare in maniera rilassata).
 Scelgo di andare in un padiglione misto do ve ci sono quasi tutte aziende del Centro Sud.
 Girando per gli Stand mi colpisce un signore che legge un libro che sembra distaccato dal mondo circostante, mi avvicino e leggo Contrada di Taurasi solo aglianico 100%. Solite presentazioni e scambio di biglietti da visita. Mi dice: conosce il Taurasi? Io rispondo: Vino da vitigno Aglianico introdotto dai Greci ecc. ecc.
 
 A questo punto vedo che prende dei bicchieri più grandi. Per lei ci vogliono questi.
 Io sorridendo degusto e continuo, era mattina presto, ragazzi, ma era anni che non bevevo un Taurasi cosi Vellutato Strutturato Personale e originale. Ho detto tra me e me, e Lui e grande. Al vignaiolo Lonardo Sandro dico e buono, ringrazio e vado via.
 
 Lontano dallo stand urlo: l’ho trovato, non mi fermo qui vado allo stand dei Barolisti che rappresentavo, dico ragazzi ho trovato un grande Taurasi e chiedo ad una signora se mi vuole accompagnare a ripetere la degustazione; ritorniamo allo stand del vignaiolo Campano degustiamo di nuovo il Taurasi e gli dico è anni che non degustavo un Taurasi così. Lui mi risponde: e che sfaccimi, cosa aspettava a dirmelo mi ha lasciato due ore a pensare.
 
 Riaccompagnando la signora e torno da Lonardo per meglio conoscerci e organizzare il lavoro futuro.
 
 Annata del Taurasi degustato 1999
 Contrade di Taurasi” una piccola azienda agricola a conduzione familiare di 4 ettari, si propone sul mercato, per iniziativa della famiglia Lonardo, nel 1998.
 I terreni dell'azienda sono in parte di formazione vulcanica, in parte argillosi, con elementi calcarei che ne facilitano il drenaggio.
 
 Questi si estendono su circa quattro ettari complessivi, ben esposti a sud e in leggero declivio. I vigneti sono strutturati in piccoli crus,
 con impianti a cordone speronato.
 
 I vigneti, che insistono su terreni di formazione vulcanica esposti a sud, sono tarati per una produzione che non superi i 50 quintali per ettaro. Impianti a Guyot e cordone speronato allevano un unico vitigno. 
 
 L’Aglianico di Taurasi, nei piccoli crus sparsi nell’agro.
 
 Si conserva ancora, per memoria storica, un tradizionale impianto "a starseto".
 
 La produzione annua di Taurasi lavorato in purezza si aggira sulle 10000 bottiglie. Ad essa si affiancano 5000 bottiglie di Aglianico I.G.T. e 6000 bottiglie di Greco musc', e Taurasi Riservava 2000.
 L’azienda è seguita dall’enologo Maurizio De Simone.
 
 Il Taurasi è l'unica D.O.C.G. Il Taurasi, è un vino da lungo invecchiamento e prodotto con un solo vitigno (anche se il disciplinare consente altre aggiunte). Tale vino è invecchiato uno o due anni in grandi botti di rovere di Slavonia,
 che diventano quattro per la versione riserva.

 

 (*) Vinisani di Mimmo Sciutteri - Distribuzione Vini Tipici Italiani

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