NEWS
  
  CERCA LOCALE
  
 
   ADVERTISING
  
  PRINCIPALE
     Home page
     Chi siamo
     Statuto
     Contatti
     Iscriviti
     Registra il tuo locale
     Link
  TERRITORIO
     Area geografica
     Cenni storici
     La storia a tavola
  ENOGASTRONOMIA
     Vini
     Ricette
     Prodotti tipici
   LOCALI
     Ristoranti
  
  Pizzerie
  
  Pub
     Enoteche
     Vinerie
     Wine-bar
     Bar
     Pasticcerie
  
  Gelaterie
     Artigianato
     Prodotti tipici
     Tempo libero
  INTERAGISCI
      La tua pubblicità
      Cerca locale
      Vota il locale
      Visita il forum
  AREA RISERVATA
      Admin
   ADVERTISING
  
 
 
 
OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
18-01-2009 - UNA FORMAGGIATA VERTICALE



  

di Monica Piscitelli

 

Caci di autore tra Bianco di Tramonti, Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei

  

 Adesso si chiama formaggiata. Ma se siete astemi, tenetevi alla larga.  All’incontro informale per la presentazione della seconda annata di “Strione” alle Cantine Astroni di Agnano, il formaggio era in grande quantità, oltre che buono, ma il vino, se possibile, lo era anche di più. Eppure l’invito lanciato tramite facebook giorni fa, suggeriva di tirar fuori gli incisivi da roditore. Insomma: i Ratatouille di sabato hanno trovato vino per i loro denti. La carrellata porta la firma di Gerardo Vernazzaro, l’enologo della bella azienda con vista spettacolare sul vulcano Astroni, ad un passo dall’omonima riserva WWF, e di altre cantine campane, tra le quali Monte di Grazia di Tramonti, coprotagonista della mattinata. Suoi i Piedirosso, le Falanghina che hanno “duellato” con quelli flegrei. Ma anche il bianco dai “vitigni minori” Pepella, Ginestra e Bianca tenera (1400 bottiglie in tutto), proposto nelle annate 2006 e 2007: un prodotto di grande piacevolezza, di buona consistenza e corpo, caratterizzato da una nota di nocciola tostata, la prima, e di delicati fiori bianchi freschi la seconda, e, infine, i Tintore.

A parte alcune digressioni- omaggio ai due grandi vini italiani come l’Amarone Bertani e del Bricco dell’Uccellone Bologna, rispettivamente 1976 e 2001, la mattinata è trascorsa con lo svolgimento di questo derby , secondo le direttive “orizzontale” e “verticale”. Stesso enologo, ma uve e territori, se non fosse per la presenza del mare, significativamente diversi. Nei Campi Flegrei la terra ribolle, i terreni hanno una chiara matrice vulcanica e le temperature sono mediamente più alte. Sulla Costiera Amalfitana, nella provincia di Salerno, il clima è più fresco e l’escursione termica più marcata. Con i 17 gradi che fanno la notte, senza ricorrere alla catena tecnologica del freddo, si raccoglie e preme l’uva, a novembre, a temperatura ambiente. Queste le condizioni di realizzazione del rosato di Tintore in degustazione, rosa carico, con qualche riflesso violaceo, piuttosto caldo per la tipologia e con una piacevole nota di rosa canina e perfino di pepe, tipica del vitigno. Il Golfo di Napoli e il Golfo di Salerno, a confronto, insomma. Da una parte l’occhio si protende verso la Costiera sorrentina, dall’altra verso il Cilento.

La materia di Monte di Grazia, piccola azienda biologica di Alfonso Arpino e sua moglie Anna, che fa circa 7000 bottiglie l’anno, si palesa subito. “Ho raggranellato 2, 7 ettari” dice Alfonso. Li ha strappati alla montagna che si erge dal mare e sulla quale l’uomo ha ricamato e scolpito i terrazzamenti. In questo fazzoletto di terra, tra quota 220 e 600 circa, alcune piante di vite gli preesistevano: signore centenarie che producono 20 quintali per ettaro. “Uno spettacolo”, garantisce Vernazzaro, che segue come consulente, l’azienda dalla vendemmia 2004. Si potrebbe “invitare i turisti di tutto il mondo a vederli, questi tronchi di vite. I giapponesi pagherebbero per fotografarli” continua. Nel confronto tra le due aziende distintamente, si apprezza così l’influenza del microclima nel quale la crescita delle uve e la vinificazione si svolgono, un riferimento sul quale scorre la variabile dell’annata.
Da record la 2003, caldissima la 2007, da dimenticare la 2002, piovosa la 2004. La Falanghina dei Campi Flegrei di Cantine Astroni, 2003 e 2002, proposte in una miniverticale, nel bicchiere mostrano entrambe una grande luminosità. Ma la 2003, in bocca, si porta meglio gli anni, tuttavia. Il caldo soffocante che altrove ha trasformato in pappa le uve, ben ha contribuito ad abbattere l’acidità viperina tipica del vitigno. Acidità e mineralità stanno in bell’equilibrio e il finale è decisamente più lungo. A tavola ritorna l’interrogativo: quale “Falanghina per il futuro?”. Da sempre vitigno destinato ad una produzione immessa sul mercato, e consumata, nel breve volgere di un paio d’anni, la Falanghina richiede, negli ultimi temi, anche grazie ad un manipolo di produttori che ha pensato a come valorizzarne l’attitudine all’invecchiamento, un’attenzione fino ad ora riservata solo ai più blasonati Greco e Fiano. Il ritardarne l’uscita, il trattarla dimenticando per un momento cosa “si è sempre voluto che fosse”, per dirla con le parole del sommelier Angelo Di Costanzo, sta dando soddisfazione. Eppure c’è chi, in nome della tradizione, rifiuta l’idea di esplorarne la complessità e di allungarle la vita. E’ un discorso aperto: in mancanza di dati certi, per l’assenza di un archivio che vada oltre un quinquennio, è difficile stabilire cosa è stata e cosa potrà essere la Falanghina del domani. E’ sempre di questo vitigno che si parla affrontando la degustazione di Strione, frutto della vinificazione, in presenza delle bucce, per tutta la fermentazione alcolica, delle migliori uve aziendali. Mi piace il fatto di scoprire che i due Strione, il 2006, e il 2007, sono coerenti. Si è definito, dunque, un modello riconoscibile e realizzato un prodotto affidabile. Un elemento prezioso per il cliente finale. L’annata 2007 si presenta con la consueta accattivante livrea giallo paglierino carico, che va nel dorato, di grande luminosità. In bocca è fresco, e floreale come al naso. Giustamente sapido. L’acidità sostiene ancora perfettamente anche l’annata 2006, ora più morbida e persistente in bocca. La contraddistingue una consistenza marcata, una ricchezza in polialcoli che lascia le goccioline scendere nel bicchiere solo molto lentamente.

Chiude la degustazione, dopo una serie di altri interessanti campioni di Piedirosso, il Tintore. Qui si apre un capitolo tutto a parte. Sia per le caratteristiche peculiari del vitigno, le cui uve alla vendemmia, hanno acidità altissime- di 16-17 punti quelle di Monte di Grazia, ad esempio – sia per la sua originalità e rarità. In Costiera amalfitana sono in tutto una quindicina gli ettari vitati a Tintore, varietà che, lentamente, va mettendosi alle spalle un’immagine che lo voleva solo in funzione “colorante” e la cui riscossa è affidata alle cure di pochi, e giovani, enologi. Costante nei campioni degustati, è la nota di pepe nero. Un’anteprima interessante l’annata 2007, per le note di ribes nero e di macchia mediterranea che tornano anche in bocca. Il colore è accattivante: porpora con riflessi viola scuro. Davvero fitto nella trama. Più spigoloso, in bocca, sebbene di un anno più vecchio, il 2006, che evidenzia una nota discreta di liquirizia dolce. L’annata meno calda fornisce la spiegazione. Paradigmatica, secondo Vernazzaro, che nel racconto dei suoi vini mostra sempre una lucida, e a volte impietosa, obiettività, sarebbe stata l’annata 2004. E’ questo il tempo giusto che occorre al vitigno per esprimere in bottiglia il suo meglio . Ma il 2004 è stato un anno piovoso e il vino, difatti, sebbene abbia un naso più evoluto, speziato, con qualche accenno di cuoio, in bocca non è del tutto composto. Prevale ancora qualche spigolosità. Convince il 2005. Decisamente equilibrato. Tutte le note, la frutta, il pepe, le spezie, sono al punto giusto. In bocca la conferma. E in più un tocco di eleganza. 
Una bella prova del Tintore in attesa dell’evento a lui dedicato anticipato ai presenti della “formaggiata”, da Vernazzaro e dal delegato dell’Ais Napoli, e in programma, per la primavera.
 

 

Da: www.lucianopignataro.it

DATA TITOLO
05-05-2019 QUINTO QUARTO, DAL TRIPPAIOLO AL CARNACU
02-05-2017 MALAZE' IL TEMPO NECESSARIO
20-02-2015 "Ci Vdiamo DOP"
21-12-2014 AUGURI E MENU' DI NATALE
18-12-2014 BUON FESTE DA TUTTI NOI
23-11-2014 Il Mercato di CortoCircuito Flegreo
03-09-2014 Aspettando Malazè 2014
04-08-2014 malazè: I sei itinerari
05-06-2014 Anteprima malazè 2014
29-04-2014 #malaze2014 aspetta te!

 

Associazione enogastronomica “ CAMPI FLEGREI A TAVOLA “  Il cratere del gusto
Via Miliscola, 133 Pozzuoli(NA)
e-mail: info@campiflegreiatavola.it
Tutti i diritti sono riservati.

DESIGNED BY STYLAB