NEWS
  
  CERCA LOCALE
  
 
   ADVERTISING
  
  PRINCIPALE
     Home page
     Chi siamo
     Statuto
     Contatti
     Iscriviti
     Registra il tuo locale
     Link
  TERRITORIO
     Area geografica
     Cenni storici
     La storia a tavola
  ENOGASTRONOMIA
     Vini
     Ricette
     Prodotti tipici
   LOCALI
     Ristoranti
  
  Pizzerie
  
  Pub
     Enoteche
     Vinerie
     Wine-bar
     Bar
     Pasticcerie
  
  Gelaterie
     Artigianato
     Prodotti tipici
     Tempo libero
  INTERAGISCI
      La tua pubblicità
      Cerca locale
      Vota il locale
      Visita il forum
  AREA RISERVATA
      Admin
   ADVERTISING
  
 
 
 
OGGI SU CAMPIFLEGREIATAVOLA.IT
18-10-2008 - L'ESPRESSO BASILICATA/CALABRIA 2009



 

di Giulia Cannada Bartoli

In Basilicata Gentili e Rizzari riscontrano una situazione più o meno simile al 2008. Per l’Aglianico del Vulture si confermano eccellenti quei produttori che negli anni hanno mantenuto costanza nella qualità: D’Angelo, Fucci e Paternoster, seguiti a ruota da altri big del versante del Vulture, Cantine del Notaio e Le Querce. Si fanno notare poi Eleano e Grifalco e i “modernisti” non esasperati  del Vulture, Basilisco e Macarico.
Sul piano del rapporto qualità/prezzo i migliori acquisti si fanno ancora tra Barile e Rionero in Vulture. Tenuta del Portale di Filena Ruppi, moglie di Donato D’Angelo, prosegue sulla scia tradizionale dell’azienda di famiglia e con l’Aglianico del Vulture Riserva 2004 guadagna 17,5/20 dell’Espresso, piazzando a ruota anche il 2006. Restiamo in famiglia, D’Angelo con La Valle del Noce 2006  e il Vigna Caselle 2004 raccoglie i consensi di Rizzari e Gentili e i 5 grappoli per Duemilavini. Il cru Valle del Noce, il più recente dell’azienda, sorpassa lo storico Vigna Caselle attestandosi per l’Espresso come la versione migliore di sempre.

Elena e Salvatore Fucci  con il Titolo Aglianico del Vulture 2006, sfiorano il poker d’assi con Espresso, Tre Bicchieri e Super Tre Stelle Veronelli, la conferma che il lavoro serio in vigna, la determinazione e la modestia pagano sempre.
Il Don Anselmo 2004 di Paternoster, portabandiera per antonomasia dei vini del Vulture, raggiunge l’eccellenza  per Duemilavini e Veronelli e la sfiora per Rizzari e Gentili,  che ritengono invece,  il Rotondo 2005 molto invitante al naso, con tannini importanti, ma fresco e lungo nello sviluppo al palato. Segue a ruota il Synthesis, la versione base dell’Aglianico di Paternoster, una certezza costante nel tempo, premiato per l’ottimo rapporto prezzo - qualità.
Le Cantine del Notaio di Gerardo Giuratrabocchetti sono innanzitutto un luogo da visitare, aggirarsi tra il 900 mq di cantine sotterranee nel sottosuolo di Rionero è un’esperienza da non perdere. Se poi, oltre alle cantine si ha la fortuna di poter visitare le vigne in compagnia di Gerardo, allora si toccano con mano la passione dell’uomo e la cultura del vino. Frutto maturo e tannini levigati sono ciò che, per Rizzari e Gentili, ha incontrato il gradimento del pubblico, resta però ancora “da coniugare l’esuberanza tannica con una maggiore freschezza e dinamica gustativa”. Opinione diversa per Duemilavini e Veronelli che premiano rispettivamente La Firma Aglianico del Vulture 2005 e Il Sigillo Aglianico del Vulture 2006 , un vino stile Amarone per impostazione e tecnica e La Firma 2006.
L’Autentica 2006  da Moscato e Malvasia convince invece sia i curatori de l’Espresso che Duemilavini che assegna i 5 grappoli.
Ancora concentrazione e potenza per i vini di Tenuta Le Querce, che Rizzari e Gentili segnalano senza particolare entusiasmo. Si discostano invece completamente da questo modello, i vini di Eleano di Rino Grieco. Piu’ delicato, sottile, sapido e quindi abbinabile l’Aglianico del Vulture Eleano 2004. “profumi di sottobosco e di terra bagnata, attacco sapido, quasi salato, lo sviluppo al palato è trascinante e rivela ottima vitalità”. Questi sono i vini che piacciono all’Espresso. Nessuna delle altre guide ha attribuito valutazioni equivalenti all’Eleano.
Grifalco, l’avventura  del toscano Piccin in Vulture, raccoglie i frutti di un bel lavoro di selezione di parcelle vinificate separatamente e realizza il Damaschino Aglianico del Vulture 2005 “intenso e rigoroso, di buona profondità tannica, forse ancora un po’ severo nell’espressione, ma molto promettente”. La versione base Grifalco 2006 viene premiata per il buon rapporto prezzo – qualità.

Veniamo agli “outsiders” Basilisco e Macarico. Il Basilisco Aglianico del Vulture 2005 di Michele Cutolo, premiato anche con le Super Tre Stelle Veronelli, ha colpito i degustatori dell’Espresso per la complessità, il dosaggio elegante del legno, la bella persistenza aromatica e il richiamo al suolo vulcanico del Vulture.
Rino Botte e il progetto Macarico sono una vecchia conoscenza di noi buoni bevitori del Sud. Siamo molto contenti che il suo lavoro di questi anni abbia finalmente raggiunto il giusto riconoscimento. La selezione di Aglianico del Vulture Macarico 2005 sfoggia “un’elegante profilo balsamico con un moderato stile moderno, note di humus  ed erbe macerate, scuro, di marca sapida, con tannini di buona grana. Convincente”. Convince anche la Guida Veronelli che gli assegna le super tre stelle.
Davvero un bel successo  per il Vulture, che fa il pari con quello degli amici Salvatore Fucci, Vito Paternoster e Michele Cutolo.


Ancora qualche valutazione sul lato piu’ alto del Vulture: Eubea, l’azienda seguita dal nostro Angelo Pizzi, storica azienda  della famiglia Sasso, guidata dalla giovane ed esuberante Eugenia, si conferma a livelli più che buoni con il Ròinos 2006 ( poche migliaia bottiglie disponibili) secondo un modello d’intensità e potenza estrattiva. Lo premia a Tre Stelle la guida Veronelli.
Michele Giannattasio titolare dell’azienda omonima, possiede a Barile terreni a vocazione viticola dalla fine dell’Ottocento e, sebbene, la cantina sia relativamente giovane, si è fatto notare dalla Guida dell’Espresso per l’Aglianico del Vulture Arcà 2005, equilibrato, con buona estrazione dei tannini e giusto dosaggio del legno, 16/20.

I vini della zona più pianeggiante di Venosa, che pur hanno entusiasmato il giornalista americano Eric Asimov dell’Herald Tribune,  non sono piaciuti a Gentili e Rizzari, ma, hanno invece guadagnato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Parliamo dell’Aglianico del Vulture 2005 Gudarrà di Bisceglia e dell’Aglianico del Vulture Re Manfredi 2005 di Terre degli Svevi del gruppo Giv, premiato anche con i 5 grappoli Duemilavini. Al Gudarrà Gentili e Rizzari  riconoscono “una confezione molto accurata ma una scarsa naturalezza gustativa che dovrebbe essere propria della scelta biologica”. Stesso discorso per il Re Manfredi  di Terre degli Svevi, buona fattura ma poco territorio.

La Calabria mette a segno davvero un bel risultato in termini di qualità e di crescita complessiva delle aziende. I viticoltori illuminati, Nicodemo Librandi in testa, hanno fatto un gran lavoro di ricerca che è andato a beneficio dell’immagine complessiva e della viticoltura calabrese, ci sono ancora problemi di rese troppo alte, vinificazioni non sempre accurate, ma, dicono Rizzari e Gentili, “conviene guardare il bicchiere mezzo pieno, sempre più spesso di vino ottimo”.
Gli studi sul Gaglioppo, Magliocco, Greco di Bianco, Mantonico ed altri antichi vitigni autoctoni presenti nella regione hanno dato buoni frutti. Si sono affermate, a diversi livelli,  le aziende tradizionalmente leader, Caparra & Siciliani, Fattoria San Francesco, Ippolito, Lento, Librandi, Santavenere, Statti, Stelitano e Zito.

Storia  a sé per la “nouvelle vague” dell’enologia calabrese: Roberto Ceraudo, premiato anche da Veronelli. Bell’affermazione di Criserà che piazza lo Scilla Rosso 2005 da Nerello Calabrese e Gaglioppo definito da Rizzari e Gentili la versione calabrese di un Rosso del Rodano.
Si registrano due piacevoli new entries: Fattorie Greco e Tenuta Iuzzolini. La prima, con  un bel Gaglioppo in purezza, Catà 2006, impressiona Rizzari e Gentili per “nuance di ciliegia selvatica, tendenza tenera, bocca ampia, profilata, molto naturale e succosa, lato surmaturo avvolgente e soffice, finale pulito e privo di lati amari”. La seconda per un range di vini complessivamente ben fatti anche se con punte eccessive di rovere.
Si chiude in dolcezza con la bella affermazione del Moscato di Saracena, presidio Slow Food sul Pollino, vinificato in tutto  da 6 aziende. A Luigi Viola si deve il lavoro di recupero di quest’antico vitigno.  Feudo dei Sanseverino e  appunto, Viola Luigi & Figli si sono imposte all’attenzione delle guide, in particolare  Viola sfiora l’amplain con Espresso, Tre Bicchieri Gambero Rosso e Cinque Grappoli Duemilavini.  A Luigi Viola si deve il lavoro di recupero di quest’antico vitigno

Scendiamo nel dettaglio: Caparra & Siciliani cresce nello stile enologico e piace per grinta e sapidità con le due Riserve di Cirò la 2004 e il Rosso Volvito 2005. Convince anche per rapporto prezzo – qualità il Cirò Bianco 2007. Non viene citato  per quest’anno dalle altre guide che stiamo prendendo in esame.
Fattoria San Francesco. Francesco Siciliani è tra gli alfieri della viticoltura calabrese di qualità, presidio di territorio da oltre 30 anni con standard costanti e affidabili. Il Donna Madda 2006 da gaglioppo in purezza piace a Rizzari e Gentili che apprezzano un pò meno il Cirò Rosso Classico Ronco dei Quattro Venti 2006 premiato con le super tre stelle dalla guida  Veronelli.
Ippolito dal 1845, è un’azienda che piace molto all’Espresso. Un saldo punto di riferimento da oltre un secolo e mezzo nel cuore della doc Cirò, un lavoro importante sulle riserve che abbiamo già avuto modo di apprezzare per la Guida Vini Buoni D’Italia del Touring Club. I vini hanno lo stile che Rizzari e Gentili sembrano prediligere in questo momento: vini che non gridano, “devono essere ascoltati lentamente, non invadono il palato con sentori dolci da subito piacevoli , ma hanno grinta e sapidità tannica e contorni aromatici complessi con un ruolo importante dei toni terziari”.Tutta la batteria dei rossi presentata da Ippolito si piazza nel range dell’eccellenza, a cominciare dal mitico Cirò Rosso Riserva Ripe del Falco 1995, anche per l’ottimo rapporto prezzo – qualità. Come per Caparra & Siciliani, neanche Ippolito viene segnalato dalle altre guide.
Le Cantine Lento, un altro pezzo dell’enologia calabrese. Vini sempre corretti e tradizionali con una bella prova del Greco che colpisce Rizzari e Gentili per intensità e originalità.

Veniamo ora alla storia dell’enologia in Calabria: Librandi, da quattro generazioni nel vino, sta al vino calabrese come la famiglia Mastroberardino sta a quello campano.
Un’azienda che del recupero dei vitigni tradizionali  ha fatto la mission principale. Tra tutti, il Gaglioppo, “il principe nero”, diretto discendente di uno dei vini più antichi d’Italia, il Crimissa.
E’ sul fronte dei rossi che Rizzari e Gentili individuano il meglio per quest’anno: Cirò Rosso Riserva Duca Sanfelice 2006, Gravello 2006 e il Magno Megonio 2006. Il Gambero Rosso assegna invece i tre Bicchieri al Duca di Sanfelice Riserva 2005. Cinque Grappoli Duemilavini per il Gravello 2006 e Super Tre Stelle Veronelli per il Magno Megonio Val di Neto 2006.
 Santa Venere a Cirò è un’azienda storica dal 17mo secolo. La famiglia Scala  ha puntato negli anni ’80 al rinnovamento e alla conduzione biologica in vigna ed in cantina ottenendo risultati più che discreti con il Cirò Rosso 2007 e la Riserva Federico Scala 2005.
In provincia di Catanzaro, a Lamezia Terme c’è un altro punto di riferimento della viticoltura calabrese, l’azienda Statti, particolarmente dinamica ed intraprendente, ha recentemente creato una cantina per la  maturazione in legno di 4.000 mq. I vini sono mediamente piaciuti all’Espresso per struttura e pulizia aromatica anche se un po’ monocorde in quanto a complessità e più a favore di una componente semplice e fruttata.

Sul fronte dei vini dolci  c’è un azienda nel reggino che non ha ceduto alle tentazioni di mercato per vini più morbidi e fruttati, ma ha scelto di privilegiare l’espressione classica dei vini del  proprio territorio, parliamo dei Fratelli Stelitano che hanno entusiasmato Gentili e Rizzari per “ vini di grinta, carattere e sapidità, a volte non troppo rigorosi per forma, ma originali e saporiti”. Il Greco di Bianco 2006 raggiunge l’eccellenza (18,5/20) superando di un punto il Locride Passito. Per il primo “ naso rutilante di sensazioni, dalla frutta candita (albicocca, fichi, datteri), alle note affumicate (camino spento), alla macchia mediterranea (capperi,timo), bocca calda, ampia e carnosa, dolcissima, senza essere stucchevole, lungo finale tannico e dolce”. Il secondo dal “colore mogano, naso piuttosto impreciso, fungino, volatile un po’ in evidenza, bocca tannicissima, violentemente espressiva, finale molto lungo”. Due vini da provare.

C’è  poi ancora un’azienda che si è imposta per il Greco di Bianco, Capo Zefirio appunto a Bianco nel reggino, qui l’azienda ha avviato da circa 10 anni un’appassionato percorso di riscoperta di quest’antico vitigno in collaborazione con i viticoltori locali. Il loro Greco di Bianco 2003 ottiene 17/20 dall’Espresso: “colore ambrato, naso un po’ impreciso (note fungine), bocca ampia e carnosa, molto fresca, misurata nella parte dolce”.

L’eccesso del legno piccolo non piace troppo  a Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili, infatti pur riconoscendo caratteri di eccellenza al Cirò Rosso Classico Riserva 2004 di Zito (17/20), altro nome storico della Doc Cirò, sostengono che qualche sottolineatura in meno delle note di rovere contribuirebbe senz’altro ad una maggiore finezza del vino, “caldo, ma profilato all’olfatto, bocca decisa, compatta, sapida,profonda e matura; davvero notevole la persistenza finale”.

Nessuna di queste ultime aziende che abbiamo citato si fa notare dalle altre guide. Lo fa invece un’azienda non menzionata dall’Espresso. Odoardi, con  lo Scavigna Rosso Vigna Garrone 2005, guadagna i 5 grappoli di Duemilavini e il Serramonte 2005 di  Terre di Balbia a cui Gentili e Rizzari riconoscono un livello più che discreto, incassa le  Super Tre Stelle della guida Veronelli.


DATA TITOLO
05-05-2019 QUINTO QUARTO, DAL TRIPPAIOLO AL CARNACU
02-05-2017 MALAZE' IL TEMPO NECESSARIO
20-02-2015 "Ci Vdiamo DOP"
21-12-2014 AUGURI E MENU' DI NATALE
18-12-2014 BUON FESTE DA TUTTI NOI
23-11-2014 Il Mercato di CortoCircuito Flegreo
03-09-2014 Aspettando Malazè 2014
04-08-2014 malazè: I sei itinerari
05-06-2014 Anteprima malazè 2014
29-04-2014 #malaze2014 aspetta te!

 

Associazione enogastronomica “ CAMPI FLEGREI A TAVOLA “  Il cratere del gusto
Via Miliscola, 133 Pozzuoli(NA)
e-mail: info@campiflegreiatavola.it
Tutti i diritti sono riservati.

DESIGNED BY STYLAB